Padre fortunato

 

Mi reputo fortunato perché sono un #freelance, posso gestire i miei impegni lavorativi anche in funzione dei raffreddori e le febbri di mio figlio e posso restare a casa con lui, coccolarlo e contemporaneamente lavorare da casa per non rimanere indietro. È una grande fortuna. Dall’altra parte ci sono molti papà che per lavoro passano giornate intere lontani da casa o rientrano ogni santa sera tardi trovando a letto i pargoli.

Penso ai sacrifici che fanno per la famiglia e i figli (anche noi freelance eh), per il tempo che non riescono a vivere, ai sorrisi che si perdono, alle tappe che vengono raggiunte. Quei papà sono dei super eroi. Ci sono padri senza un lavoro, o chi il lavoro l’ha perso e non sanno dove sbattere la testa, e chi sa che a breve lo perderà. Ci sono anche quei padri che scappano o che si arrendono e spariscono, quelli che impazziscono e perdono la bussola. I padri separati che per mangiare un pasto caldo fanno la fila alla Caritas o padri rimasti vedovi che devono tirar fuori le palle ancor più per crescere i figli da soli e portare avanti la baracca. Padri che vengono abbandonati e lasciati soli, traditi e mazziati. Perché non accade solo alle donne. Ci sono padri che ci hanno lasciato troppo presto o che non volevamo che ci lasciassero mai.

Il mio pensiero va a tutti loro, consapevole di quanto sia fortunato, tanto fortunato per essere padre, avere un padre e avere un nonno ancora qui con me.

Spero di riuscire a difendere il mio tesoro da tutto e da tutti con tutto l’amore che c’è.

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