Sono videomaker in una famiglia di medici

Io e Mamma
BLOG

Sono figlio di una famiglia di medici. Il mio bisnonno era farmacista, mio nonno era medico condotto, mio padre è medico di famiglia, mio fratello è pediatra. Insomma potevo essere spacciato e con un futuro già scritto.
Sin da piccolo hanno provato in tutti i modi a farmi innamorare della medicina, Nonno Giovanni mi comprava le VHS di “Esplorando il corpo umano” e i vari pezzi per costruirlo, il corpo umano. Io osservavo e costruivo, pezzo-pezzo, smontavo, assemblavo, immaginavo.
Mio padre mi portava agli eventi di medicina e ginecologia o alle sue lezioni di educazione sessuale, costringendomi a distribuire profilattici ai ragazzini, cosa che capì più tardi, fino a quel momento pensavo fossero caramelle speciali, che un bimbo di 6 anni non poteva ancora mangiare, li osservavo, scrutavo le loro reazioni e le risa, le battute e immaginavo, immagazzinavo, inventavo storie attraverso i loro sorrisi. Mia madre, anch’ella, mi voleva dottore, così da accudirla anche in vecchiaia, ma siccome siamo cane e gatto, non mi è passato neanche p’a’ capa di fare il veterinario o il ginecologo, perché sai l’imbarazzo nel visitare la vagina dalla quale sono nato? Per molto tempo l’ho osservata per capire perché io avessi il pisellino e lei la farfallina. Immaginavo. Il camice bianco era nel mio destino, ero clown di corsia, regalavo sorrisi ai bambini ricoverati in Oncologia Pediatrica, insegnavo nelle scuole l’arte del sorriso e del volontariato, inventavo storie, immaginavo scene, costruivo racconti. Poi mi iscrissi a Scienze della Formazione, non so ancora perché, laureandomi nel 2009 in Scienze Pedagogiche e lavorando come educatore in diverse strutture per minori a rischio e case di cura, inventavo storie dalla lettura dei giornali, insieme ai bambini e ai pazienti, poi giravamo video scritti e inventati da noi con la telecamera delle vacanze di mio padre prima e con la mia dopo. La usavo sempre io in vacanza con i miei. Ancora oggi la uso, ogni giorno, per raccontare la mia storia e quella degli altri, me ne prendo cura, un po’ come fanno i medici. I conti tornano. Sempre.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *