Nessun genitore nasce imparato

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La nascita di un figlio è un evento cruciale nella vita di un uomo e di una donna, in quanto comporta l’acquisizione di una nuova identità, quella genitoriale. O no?

Ci vengono assegnati dei ruoli, il padre, la madre, anche alle nostre famiglie di origine: il nonno, la nonna, la zia, lo zio, il pro-cugino, il figlio del vicino, l’idraulico (il figlio è il suo).

Un figlio stravolge, è così, l’organizzazione e le abitudini della coppia, pensiamo alla cura del bambino, la gestione del tempo libero, dei lavori domestici, per i padri che li fanno, tutto viene ridefinito in base a una esigenza diversa: il figlio.

Le stesse relazioni risentono di questi mutamenti, e noi coppia dobbiamo riuscire a trovare nuove modalità di comunicazione e di gestione, anche dei conflitti, e all’inizio di questo percorso ne nascono tanti, uh quanti ne nascono.

Il nostro sguardo da neo-genitori è rivolto da un lato a un futuro ricco di aspettative e dall’altro a un passato che necessita di una…ripassata, come? Bè avvicinandoci sempre più ai nostri genitori, come ruolo, da adulti, accorciando la famosa distanza intergenerazionale.

Io me lo chiedo ogni giorno. Mi chiedo se sono un buon padre, se sto facendo tutto il meglio che si possa fare per essere all’altezza del ruolo che ho desiderato così tanto. Consapevole dell’impegno che c’è dietro un concepimento, anche se per quello c’ho messo scarso due minuti. Sono sincero.

Me lo chiedo ogni volta che instauro una relazione educativa con i miei figli, soprattutto con il grande in questa fase.

Prima cosa cerco di essere autentico e comportarmi normalmente, ovvero essere il più normale possibile, già questo in sé vuol dire educare, educare secondo uno stile di vita quotidiano, essere da esempio, essere un esempio, conoscersi e conoscersi reciprocamente, educare alla fiducia, alla cooperazione, al coinvolgimento e non al delegare, “schiavizzare”, e se ci penso bene tutto questo vuol dire mettere in atto piani di azione condivisi contro un fare onnipotente, tipo padre padrone, agire in una logica di partenariato, concedetemelo.

Prima ancora dei nostri figli, NOI GENITORI dobbiamo acquisire consapevolezza, tanta consapevolezza, prima di tutto ricordiamoci che nessuno di noi nasce imparato, voglio dire che nessuno nasce genitore, dobbiamo formarci per bene durante la nostra crescita personale o attraverso la sana educazione (si spera) ricevuta dai nostri genitori, che a loro volta non sono nati genitori e così via, poi consapevoli di desiderare di diventare genitori, che è ben diverso da esserlo, e qui ci scontriamo con il primo disagio, psicologico, che deriva dal timore di non essere capace di assolvere a tutto l’impegno che ne deriva.

Per questo dico che nessuno nasce imparato, non esistono scuole, università, master che ti insegnano a diventare, a essere, a vivere da genitore. Per fortuna. Si, possiamo essere affiancati, consigliati, supportati, indirizzati, ma poi ci siamo noi e loro, senza avere paura di sbagliare, anzi dobbiamo sbagliare, per poi imparare, capire, comprendere e rimodulare, senza troppi schemi mentali, troppa rigidità, quella giusta e sana, altrimenti ce ne andiamo nel pallone e invece di infondere serenità e dare una direzione all’agire educativo, rischiamo di confondere noi e i nostri figli.

Questi sono tutti ragionamenti miei, nati dai primi anni di paternità, la strada è lunga, non sono regole scritte, ma pensieri nati dal vissuto quotidiano.

Lo ripeto ogni giorno a me stesso, esserci sempre, anche quando si è distanti, questo conta, viversela, sbagliare, gioire, piangere, ridere, prendersi responsabilità.

Questo per me è essere genitore.

 

One thought on “Nessun genitore nasce imparato

  1. Condivido molte cose che tu hai detto .Quando si è genitori per la prima volta è difficile perché per quanto la tua famiglia e le persone che ti sono accanto ti spiegano a cosa andrai incontro comunque è come un terno al lotto non hai la certezza che quello che farai è giusto .Ho cercato di ricordarmi come mi educava mio papà e mia mamma alla fine mi sono accorta che assomiglio più a mio papà che a mia mamma sono una mamma apprensiva ,dolce e molto severa mentre mio marito è l’opposto ma è giusto così .Ci vuole sempre un equilibrio e mia figlia sa da chi andare quando vuole qualcosa.Mi è molto piaciuto la tua riflessione sull’essere genitore credo che sia il compito più difficile ma al tempo stesso gratificante.

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