Papà a raccolta. Congedo di paternità: firma la petizione

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Come molti di voi già sanno io non sono coinvolto in prima persona nel cosiddetto “congedo di paternità” perché sono nel libero mercato del lavoro e credo che altri figli non ne avrò più (anche se mai dire mai). Ma sono coinvolto come padre e divulgatore della buona e sana genitorialità.

Quindi scendo in campo. Berlusconi non ti amo.

Ma ci sono in Italia tanti papà che invece ne usufruiscono già e che in futuro potrebbero usufruirne e mi sembra giusto battermi affinché il congedo parentale non venga abolito definitivamente a partire dal 1 gennaio 2019.

È nata in rete una raccolta firme.

A cosa serve la petizione?

Beh a scongiurare che il congedo di paternità venga eliminato, come prevede la prossima legge di stabilità.

La raccolta firme propone non solo di renderlo strutturale, ma di estenderlo anche a 10 giorni, invece di 4.

Praticamente, se non riceverà finanziamenti attraverso la prossima Legge di stabilità, dal primo gennaio 2019 il congedo di paternità non sarà più garantito.

È per questo che l’associazione noprofit “Progressi” ha lanciato la petizione.

Ben fatto. Ora bisogna firmare, condividere e diffondere.

Cos’è il congedo di paternità

È una misura istituita nel 2012 dalle legge 92, ampliata poi da 2 a 4 giorni dalla Legge di bilancio del 2017. Si rivolge ai padri lavoratori dipendenti entro il quinto mese di vita del figlio (nato dal primo gennaio 2018), quindi sono giorni che possono coincidere anche con la maternità. A questi quattro giorni se ne può aggiungere un quinto facoltativo, di cui si può fruire solo se la madre rinuncia a un giorno del suo congedo. Durante il periodi di congedo il padre ha diritto al 100% della retribuzione che è a carico dell’Inps.

In Italia nascono meno bambini di quanto le persone desiderino e meno di quanto sarebbe auspicabile per dare basi solide al futuro del nostro paese, ormai in accentuato invecchiamento– spiegano i promotori della petizione. Sappiamo che per invertire questa tendenza, in modo che maternità e paternità siano scelte libere, né destino né rinuncia, servono investimenti pubblici coerenti e a lungo termine, e serve l’effetto moltiplicatore dell’aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. In particolare, serve destinare più risorse alla cura e alla crescita dei bambini, promuovere il lavoro dei giovani e delle giovani e, soprattutto, incentivare e sostenere la condivisione delle responsabilità familiari tra madri e padri”.

Per firmare la petizione clicca qui.

Mi raccomando firma, condividi, divulga, informa.

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