Ieri sera mentre giocavamo e ridevamo a crepapelle Ludovico si ferma, mi guarda negli occhi e mi dice: «Babbo, quanto mi diverto a giocare con te. Ti voglio bene».

E mi abbraccia. Rimango di sasso, preso in contropiede, mi sciolgo.

Non faccio altro che pensare a questa frase e ringrazio Dio per i figli e la moglie che mi ha donato e per tutto l’amore semplice, unico e incondizionato che ricevo da loro ogni giorno.

Sono un uomo fortunato, spero di non deludervi mai.