I tuoi occhi osservano, le tue mani acchiappano

Mentre osservi il mondo dal tuo oblò io ti spingo ancora un po’. I tuoi occhi osservano, le tue mani acchiappano. Io ti spingo ancora un altro po’, almeno finché non mi stancherò.

Oggi sono io a guidare la tua astronave, ad avere il privilegio di essere il tuo volante, sul quale aggrapparti ogni volta che vorrai, sterzare ogni volta che lo sentirai, sbandare quando non capirai, rialzarti quando cadrai e sappi che io ci sarò.

La mia mano e il mio amore saranno casa, il mio abbraccio sarà il tuo porto sicuro dove rifugiarti quando ti sentirai distante da te stessa e dalla vita.
Forse ti negherai, m’ignorerai, mi ferirai, ma lo so e mi taccerò, se sarà il caso. E soffrirò.

A breve camminerai da sola ed io ti seguirò, con lo sguardo e con phatos, cercando di non farti sentire troppo la mia presenza per non inibire la tua spontaneità, crescerai e continuerai a camminare sulle tue gambe, alle volte non mi vorrai più, altre volte non potrai fare a meno di me, come io da subito non posso più fare a meno di te, mentre continuerai ad osservare il mondo dal tuo oblò ed io seduto, a guardarti, abbozzando un sorriso, mi riposerò un po’.

Ti amo piccola Chiara.

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