Mia madre e l’8 Marzo

Lei è mia madre. La donna che mi ha messo al mondo. Colei che mi ha insegnato cos’è il rispetto, la disciplina e l’amore per il prossimo.
Abbiamo un rapporto particolare, fatto di poche parole, di piccoli gesti, il più delle volte bisticciamo, come cane e gatto, se ci chiamiamo è per trenta secondi solo per chiederci “tutto bene?”, niente più, ma per noi vale.
In realtà è il nostro modo di volerci bene, nonostante la passione che ci unisce.
Qui sta lavorando a maglia, lavoro certosino e artigianale, ereditato da mia nonna Dora, sarta dalle mani d’oro, seduta nella cucina di casa mia, mentre fa compagnia il giovedì pomeriggio a mia moglie e ai miei figli, perché vado a giocare a calcetto. È una donna forte, tedesca direi, molto diretta, affronta le questioni di petto e sa cosa vuol dire amare.
È mia mamma e continueremo a prenderci ancora e ancora e ancora, sapendo che in fondo ci vogliamo bene, tantissimo bene.

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