I SOCIAL NETWORKS DELLE NOSTRE ESTATI ADOLESCENZIALI 

Quante estati passate a giocare a biliardino, il calcio balilla, in spiaggia con gli amici. Un modo per socializzare, divertirsi, crescere, confrontarsi.

Un gioco genuino e semplice, le mamme erano felici così non ci scottavamo nelle ore di punta, mentre la digestione faceva il suo corso, i papà schiacciavano un pisolino sotto l’ombrellone e noi a giocare, a fare caos. A cercare di non rullare, altrimenti venivi etichettato come pippa stratosferica. Tornei infiniti, scommesse senza soldi ma a gelati, chinotto o penitenze.
C’era chi prediligeva giocare in porta e difesa, chi a centrocampo e attacco. Dovevi essere anche furbo nel sceglierti il partner giusto, quello più scaltro e fortunato. Era il nostro passatempo, il nostro social network insieme al super santos, alle biglie, alle bocce, al flipper, al jukebox. I nostri amici fedeli per fare colpo sulle ragazzine, il nostro pubblico, appoggiate davanti a noi e con le quali ci scambiavamo sguardi d’affetto. Non esistevano messaggi privati o commenti, filtri o dirette, esistevamo e basta.
Gol! 

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