Qualche settimana fa mi è arrivato un messaggio in posta privata sulla mia pagina facebook. Era Chiara e mi ha chiesto aiuto. Ho accolto il suo appello e ora lo riporto qui sul blog, sperando che possa aiutarla davvero a trovare un lavoro e risolvere parte dei suoi problemi. Primo tra tutti non perdere sua figlia.

Qui il suo profilo Linkedin > https://it.linkedin.com/in/chiara-barchiesi


 

Buongiorno,

con la presente trasmetto la mia candidatura per la posizione di ________ presso la sede di _____.
Generalmente, dopo questa breve introduzione, le mie lettere di presentazione continuavano con una descrizione delle mie esperienze lavorative, delle mie competenze personali e professionali nonché dei motivi per i quali aspiro a ricoprire il profilo per cui mi sto candidando.Ma questa volta non sarà così. Questa volta metterò da parte la razionalità e la dignità che, in genere, mi contraddistingue, perché non ho più tempo.Pensavo di avere ancora un mese.Da un controllo INPS ho scoperto, oggi, che non è così.

Settembre sarà l’ultimo mese di NASPI che mi verrà retribuito. I 2 mesi e mezzo lavorati dal 1/4 al 14/6 non si sommeranno ai 196 giorni che mi furono concessi a Natale 2018, quando finì la precedente esperienza lavorativa a Casalmaggiore.Ho passato l’estate a cercare lavoro, a mandare curricula, ad intasare le caselle di posta di tutte le agenzie di lavoro interinale.Nessun riscontro.Eppure ho sempre cercato di candidarmi per ruoli attinenti alle mie precedenti esperienze lavorative (impiegata amministrativa, segretaria, commerciale estero, customer service), non ho mai preteso di fare l’astronauta.

Il mio cv, probabilmente, sarà finito su qualche scrivania, sommerso da qualche altro centinaio di cv che rimarranno lì a prendere polvere fino al giorno in cui, qualche solerte impiegato, non deciderà di passarli nel trita documenti.O di archiviarli, nella migliore delle ipotesi.
Ma io non ho tempo. Mia figlia non ha tempo. Se non trovo un lavoro, a novembre non avrò soldi per darle da mangiare, pagare la retta della scuola, pagare il finanziamento dell’auto.. vivo nel terrore che i servizi sociali me la portino via e la mettano in qualche casa famiglia…ne moriremmo entrambe.

Sì, perché mia figlia ha solo me, non ha il papà. E io ho solo lei. È la mia ragione di vita, ma non può vivere d’aria. Ho sempre fatto i salti mortali per lei, ma adesso sono arrivata ad un punto in cui non vedo più vie d’uscita se non quella di scrivere qualcosa che, più che una lettera di presentazione, è un appello.L’unica cosa che chiedo è che mi venga concessa un’opportunità, quanto meno per un colloquio conoscitivo.
Vi ringrazio per l’attenzione concessami e vi porgo i miei più cordiali saluti.

Chiara Barchiesi