Si è messo seduto, buono buono, a guardare il cielo dalla finestra. Sono passati i minuti e il suo sguardo era ancora all’insù, mi avvicino, e noto che c’è un bellissimo arcobaleno. Si gira verso di me e mi dice: «Babbo è la prima volta che vedo l’arcobaleno». In realtà è successo altre volte ma ora ha molta più consapevolezza di ciò che vive e vede.
Lo prendo in braccio, mi siedo, me lo metto sulle gambe e ci abbracciamo, guardando e ammirando insieme questa meraviglia della natura.
Noi adulti siamo abituati all’arcobaleno e anche se lo intravediamo dopo una pioggia, difficilmente ci fermiamo a guardarlo, al massimo alziamo la testa e proseguiamo, perché ne abbiamo già visti tanti, invece i bimbi no, non perdono lo stupore, non si arrendono alla meraviglia, non vanno di fretta.
Agli occhi dei bambini un arcobaleno è magia e si incantano, noi adulti abbiamo imparato a conoscerlo e ci meravigliamo meno, forse quasi più, crescendo ci abituiamo alle cose così come sono, perdiamo a poco a poco la capacità di stupirci per quello che il mondo ci offre. Oggi mi sono stupito dello stupore di Ludovico e non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi ricordato che ogni giorno va vissuto con curiosità e meraviglia.